Carne e Pesce Artificiale

Carne e Pesce Artificiale

Non solo carne ma ora anche pesce artificiale!

Pesce artificiale? Siamo già arrivati a questo?

Avete sicuramente sentito parlare di hamburger vegetariani e carni tofu. È probabile che abbiate persino sentito vegetariani e vegani congetturare sui relativi benefici di sostituti della carne come Beyond Meat e Impossible Burger.

Quello che era finora sconosciuto era il pesce artificiale, o finto come dicono alcuni. Il Wall Street Journal pubblica un articolo che parla dell’imitazione di tonno, gamberi e salmone affumicato, a firma di Anne Marie Chaker. La conclusione a sorpresa è che questo “pesce finto” abbastanza convincente per le papille gustative.

Forse non troppo per tanti di noi, però!

Nessuna marca di pesce finto ha ottenuto il riconoscimento di marchi come Boca Burgers o Morningstar Farms ma secondo la giornalista del WSJ, aziende come Sophie’s Kitchen, Ocean Hugger Foods e Good Catch sono i nuovi mattatori di questo settore e ne sentiremo parlare. Queste aziende usano tecniche all’avanguardia di scienza alimentare per manipolare verdure che vanno dai pomodori alle proteine isolate dei piselli per riprodurre i sapori di queste specie marine.

Ovviamente, il test finale sarà dato dal gradimento dei consumatori e se dunque questi marchi sapranno guadagnarsi un posto di rispetto nel mercato e in catene come Whole Foods e altre del variegato mondo vegetariano e vegano.

Ci abitueremo veramente a mangiare questo cibo “artificiale”?

C’è però chi sostiene che questi prodotti alimentari possono rappresentare una soluzione ai problemi di sfruttamento della pesca a livello mondiale, pertanto essere graditi anche dai non vegetariani. Cosa che per alcuni sembra impossibile: chi normalmente mangia il pesce non vuole un prodotto “artificiale” così come accade per i consumatori di carne.

I magnati investono nel settore dei cibi tecnologici.

Frattanto, magnati come Richard Branson e Bill Gates investono nel settore dei cibi ad alta tecnologia.

Memphis Meats, un produttore di carne derivata da cellule e non da allevamento tradizionale, ha ricevuto una nuova donazione di 17 milioni di dollari da una serie di grandi potenze industriali americane, tra cui il fondatore di Microsoft Bill Gates, il fondatore del Virgin Group Richard Branson e Cargill Inc., una delle più grandi società agricole del mondo . A partire dal 23 agosto, Memphis Meat ha raccolto un totale di oltre $ 22 milioni.

Nel suo sito, Memphis Meats dichiara

At Memphis Meats, our mission is to bring delicious and healthy meat to your table by harvesting it from cells instead of animals. You can enjoy the meat you love today and feel good about how it’s made because we strive to make it better for you…and for the world.

ovvero

Alla Memphis Meats, la nostra missione è portare carni deliziose e sane alla tua tavola producendole dalle cellule invece che dagli animali. Puoi goderti la carne che ami oggi e stare tranquillo di come è fatta perché ci sforziamo di renderla migliore per te … e per il mondo.

C’è sempre un proclama così profondo e solenne in queste industrie tecnologiche, qualunque cosa facciano, dai microchip alla carne, vogliono tutti salvare il mondo!

Questo è un video promozionale di Memphis Meats

La Beyond Meat, che abbiamo citato sopra, spinge oltre questo concetto, rimarcando che riescono ad ottenere un gusto eccezionale senza impiegare animali vivi, i quali richiedono enormi risorse di spazi, energetiche, mangimi e naturali per poter essere allevati in modo adeguato.

Le chiamano “carni pulite” perché sono prodotto appunto da cellule in laboratorio e non si uccidono animali.

I casi di adulterazione.

Altro aspetto preoccupante, riguarda infine l’adulterazione di certi prodotti ittici.

Il sud-est Asiatico è un attore importante nella distribuzione mondiale di gamberetti. Una decina di anni fa le foreste di mangrovie furono rimosse per favorirne la produzione. La crescente richiesta di questo prodotto ha portato ad una proliferazione di aziende molte delle quali ora si trovano nell’entroterra, negli stagni artificiali e nella risaie della Thailandia.

Nel 2015, la Associated Press ha scoperto e divulgato al mondo intero un importante traffico di esseri umani usati come schiavi negli allevamenti di gamberetti della Thailandia e in tutto il settore interessato. Vi è infatti necessità di un gran numero di operai per la lavorazione.

Oltre ciò, questi produttori gonfiano i gamberetti chimicamente.

Per renderli più grandi e più appetitosi i gamberi vengono iniettati con gel di silicio come potete vedere da questo video, il cui audio è in lingua Thai ma i sottotitoli in Inglese. La sostanza chimica usata viene dalla Cina ed è chiamata CNC e ha la proprietà di far levitare enormemente i gamberetti. In realtà, nessuno sa cosa contenga esattamente questa sostanza chiamata CNC.

 

La New Wave Foods, è un’azienda che produce e commercializza gamberi dalle alghe, ovvero da piante, invece che ricavarli dalla pesca e la sua fondatrice ha giurato battaglia a queste pratiche criminali.

Dominique Barnes, CEO di New Wave Foods, infatti, vuole gamberetti senza pesca, senza mangrovie, senza schiavitù, e soprattutto senza “gamberetti”. Li crea dalle alghe appunto.

Alcuni consumatori si sono dimostrati molto scettici ma poi pare abbiano gradito questo nuovo tipo di “frutto di mare vegetale”.

Produzione alimentare e ambiente.

Un rapporto sui cambiamenti climatici pubblicato dal WorldWatch Institute all’inizio di quest’anno ha sostenuto che l’allevamento animale rappresenta quasi il 51% delle emissioni di gas. La produzione di carne da sola utilizza circa un terzo dell’acqua e della terra del nostro pianeta. Il nuovo processo senza bestiame utilizza meno risorse per la crescita delle carni, il che ridurrebbe certamente la quantità di gas serra che pompiamo nella nostra atmosfera già abbastanza intossicata.

Gli esperti affermano che il problema da risolvere è quanto il passaggio a questa carne creata in laboratorio gioverebbe al pianeta.

In fin dei conti, che cosa mangeremo da qui a breve? Carne non carne, pesce non pesce? Possiamo chiamarlo dunque pesce artificiale e… ci piacerà?

 

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