Uno studio sugli OGM durato 14 anni

Uno studio sugli OGM durato 14 anni

OGM - F CIBILIBERTO

Federico Ciliberto, economista della Universita della Virginia, USA. (Foto è di Dan Addison, University Communications)

Una equipe di ricercatori americani ha condotto il più lungo studio finora mai eseguito sulle colture geneticamente modificate.
La ricerca è durata per ben 14 anni, come informa il sito statunitense UVAToday in un articolo del 14 Settembre scorso.
Il gruppo di ricerca, composto da studiosi delle Università della Virginia, Iowa, Kansas e Michigan, è stato coordinato dall’economista italiano Federico Ciliberto, docente alla University of Virginia. Lo studioso ha così sintetizzato: “Avere acquisito dati su diversi agricoltori in diversi luoghi negli Stati Uniti per 14 anni, ci ha permesso di compiere osservazioni ripetute sulle colture OGM nelle stesse aziende e poter quindi osservare come venivano impiegati i fitofarmaci. Inizialmente, abbiamo notato una riduzione dell’uso di erbicidi ma poi gli agricoltori sono stati costretti ad aumentarne l’impiego poiché le erbacce sono diventate resistenti al Glyphosate. Mentre invece si è avuta una diminuzione degli insetticidi nelle piantagioni di mais geneticamente modificato”

Lo studio si è concentrato su 5.000 produttori di soia e 5.000 produttori di mais e si è protratto continuativamente dal 1998 al 2011.

Ci sono due varietà di mais e soia OGM.
Il mais presenta due modifiche genetiche, una apportata per contrastare e uccidere gli insetti infestanti, l’altra per permettere al seme di tollerare il Ghyphosate.
La soia invece presenta un solo gene modificato, quello che la rende tollerante al Glyphosate.
Dal 2008 il mais e la soia OGM rappresentano l’80% delle piantagioni di queste colture negli Stati Uniti.

Pertanto, la conclusione è che la produzione di soia e mais OGM incrementa l’uso di erbicidi del 28% a causa della crescita di erbacce resistenti al Ghyphosate, mentre procura un calo del 11.2% di pesticidi nelle coltivazioni di mais OGM.

OGM - XAGRIA

La figura sopra, tratta da Science, mostra la diminuzione del Glyphosate e l’uso di altri principi attivi, evidenziando un aumento totale dell’impiego di erbicidi (+28%).
La ragione del minore uso di Glyphosate è dovuta al fatto che le erbe infestanti sono diventate resistenti e quindi gli agricoltori hanno utilizzato altri principi attivi per combatterle, aumentando la quantità di erbicidi adoperati di un notevole 28%.

OGM - XAGRIA

Il grafico sopra, tratto da Science, evidenzia la diminuzione dell’uso di pesticidi nelle piantagioni di mais OGM (-11.2%). ​Gli insetti, infatti, non hanno sviluppato resistenza, pertanto vi è minore ricorso agli insetticidi.
Tuttavia, l’incremento dell’uso di erbicidi pone un problema ambientale di grande rilievo poiché danneggia la biodiversità e aumenta l’inquinamento delle acque e dell’aria.
Bisognerà tenerne conto e migliorare questi aspetti per contenerne le conseguenze negative.

È bene ricordare che, allo stato attuale, nessuna evidenza scientifica ha mai rilevato danni per la salute umana a causa del consumo di alimenti OGM.
​Una cosa è la scienza, altra sono le leggende!

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